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La rivista

prima paginaNella sala d’aspetto degli ambulatori dove visito, troverete (o se non la trovate..chiedetemela!) una rivista, una piccola raccolta di scritti che ho chiamato “Medicaltopics”.
Il mondo della Medicina dello Sport è molto vasto e non c’è modo migliore per farlo conoscere al paziente che occupare i minuti di attesa in ambulatorio con qualche riga da leggere e qualche fotografia dal “campo”..: questo è grossolanamente l’intento della rivista, anche se leggendo le poche righe che seguono, potrete conoscere più profondamente le motivazioni, i contenuti e le piccole ambizioni che si celano dietro questo “piccolo lavoretto”!
Buona lettura!

Il primo numero affronta i seguenti temi:

– La “pubalgia” nello
 sportivo
– I tendini e il mondo dello sport.
 PLUS: L’ELETTROLISI PERCUTANEA
– Il ginocchio nello 
Sci Alpino
– Vitamina D: chiave per salute e performance dell’atleta?
– Sport e degenerazione articolare: 
l’acido hyaluronico come prevenzione e trattamento
– Tips & Tricks per il recupero post partita: dalla scienza alla pratica
– Il Doping involontario: una distrazione fatale!
– 7 domande. 
Riscaldamento e Prevenzione nel calcio

 

Una rivista: perchè?
Un viaggio, i pazienti e il Medico dello Sport

Durante un lungo viaggio in aereo con la squadra ci si interroga su come colmare questi tempi di trasferimento “dilatati” che caratterizzano il ruolo di Medico Sociale di un Club. Ci troviamo spesso in viaggio, talora in pullman, spesso in aereo e qualche volta in treno e, mentre i giocatori ascoltano la musica o giocano a carte, lo staff tecnico discute analizzando dati e tattiche.
Io e Daniele, il collega con cui divido questa avventura nerazzurra, ci sediamo accanto e programmiamo la nostra attività, discutendo per lo più della salute dei nostri giocatori o in generale di medicina, di esperienze, cosi come spesso fanno noiosamente i medici (almeno così dice mia moglie..).
Quando cala il silenzio e la stanchezza, ognuno si dedica generalmente a letture che variano dagli argomenti sportivi, all’attualità o a libri di narrativa.
In questo viaggio, la cui tratta è nello specifico Doha-Milano, ho pensato come avrei potuto occupare questi tempi a favore dei pazienti “bresciani”, accorciando così la distanza che la vita da pendolare può creare.
La risposta è (per il momento) questa piccola rivista, un insieme di appunti, articoli, riflessioni che il connubbio sport e medicina mi hanno portato a raccogliere. Perchè spesso, quando parlo con gli amici, mi chiedono…”Ma in fondo di cosa si occupa il medico dello sport? A cosa serve la Medicina dello Sport oltre ad emettere i famosi certificati? Cosa fai a Milano tutto il giorno oltre ad assistere agli allenamenti?”.
Forse alcuni di questi articoli permettono di rispondere a tali domande, fornendo uno spunto per capire quanto possa essere ampio il mondo della Medicina dello Sport, quanti dubbi da sciogliere, quante credenze da sfatare, quante problematiche possano essere sollevate da un gruppo di atleti che fanno dei loro 10-15 anni di gloria sportiva il momento fulcro di una vita. Spesso il tempo dell’allenamento rappresenta una briciola nella nostra giornata, mentre l’analisi dei dati, la ricerca delle motivazioni di un infortunio, l’impostazione di una riabilitazione “fast” per rispondere alle richieste degli allenatori, sono i pilastri della nostra permanenza al centro sportivo.
Con questa raccolta di scritti, a tratti anche un po’ troppo specifica per una lettura “da sala d’aspetto”, mi auguro di fornire spunti di riflessione all’atleta stesso o al genitore del piccolo campioncino che attende di varcare la porta dell’ambulatorio. A volte infatti (e penso capiti a tutti i medici) ci accorgiamo di esserci dimenticati una piccola raccomandazione, una parola in più, che per quanto possa essere per noi banale, può rappresentare un input illuminante per chi si siede al di là della scrivania. Ecco, magari, qualche risposta e perchè no, qualche domanda potrebbero anche essere pescate tra queste 20 pagine, prima raccolta di una serie che mi auguro a breve potrà anche prevedere contributi da qualche amico collega.

Per ora, non posso che augurarmi che non stiate aspettando troppo seduti sulla sedia della sala d’aspetto..perchè, se state leggendo queste righe, forse, è già da un po’ che, ahimè, vi faccio attendere!

Portate pazienza e non sgridatemi!