Cosa deve contenere la borsa di un Medico dello Sport? A cosa deve pensare un Medico dello Sport quando si attrezza per assistere ad una competizione? Questo genere di domanda ricorre spesso tra colleghi quando ci si appresta a svolgere le prime assistenze sportive, sia che si tratti di Medici dello Sport effettivamente specialisti o Medici di altre specialità che per passione si avvicendano a bordo campo. Lungi dal voler suggerire farmaci o materiali, riporto una breve digressione per guidare al meglio la propria scelta.
Va anche considerato che il medico dello sport oltre ad essere il medico degli atleti, quando è in trasferta, non si occupa solo degli atleti, ma della squadra in generale di cui fanno parte anche dirigenti, allenatori, preparatori atletici, lo stesso fisioterapista (che possono essere giovani ma possono essere anche anziani o essere affetti da una o più patologie)
Quindi il medico dello sport deve essere pronto anche a far fronte a delle situazioni che non hanno niente a che vedere con gli atleti e i giovani sportivi. Ecco perché il riferimento al medico di medicina generale: nello staff si posso trovare ad esempio dirigenti diabetici, ipertesi, cardiopatici, ecc.
Le peculiarità della borsa del medico dello sport sono legate fondamentalmente al fatto di seguire gli atleti e quindi al rischio del trauma, dipendendo chiaramente dalla disciplina sportiva che il medico è chiamato a seguire. Basti pensare alle diverse categorie di rischio a cui possono far parte sport come le bocce, il canottaggio,il rugby o gli sport di combattimento (ad esempio lotta, judo).
Se opera sul campo il medico potrebbe dovere far fronte non solo a quanto succede agli atleti chiamati a disputare la competizione, ma anche al pubblico. Un po’ come il medico che fa assistenza in teatro: deve essere pronto ad intervenire sia nei camerini con l’attore, sia in sala con il pubblico.
Il medico dello sport, tra l’altro, può essere chiamato ad operare in diversi luoghi: in una città grande, in una piccola località, al mare, in montagna, all’estero, in paesi molto diversi da quello di origine, o in paesi in difficoltà.
In ciascuno di queste condizioni potrebbe risultar più o meno difficoltoso reperire farmaci…spesso anche a causa di denominazioni diverse rispetto all’uso comune.
Infine, ma non per importanza, la borsa del medico dello sport deve tenere conto di una questione molto delicata, quella dei farmaci ritenuti dopanti: spesso quando si parla di doping si pensa a farmaci poco diffusi nella popolazione o nell’uso comune ma in realtà anche molti farmaci da banco possono risultare tali.
La procedutra di utilizzo di categorie di farmaci “vietati” dovrebbe essere ben conosciuta dal medico che presenzia alla competizione o segue team al fine di evitare spiacevoli inconvenienti per l’atleta sia per quanto riguarda una squalifica sia per il mancato utilizzo dei suddetti farmaci a causa del timore di una sanzione.
Un esempio potrebbe essere l’uso del cortisone o dei broncodilatatori su di un atleta che accusi un crisi di asma. Tramite specifica modulistica si potrebbe comunque intervenire con i farmaci necessari, anche se contemplati nella lista dei farmaci vietati dalle norme dell’Agenzia Mondiale Anti-Doping (WADA).



